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venerdì 10 luglio 2009

Aggiungere la split view a Gedit

Oggi sul forum italiano di Ubuntu, ho letto un post con una richiesta particolarmente interessante: è possibile aggiungere una split view a gedit?

Tempo fa avevo cercato un plugin per esportare in formato HTML del codice evidenziato da gedit senza successo. Adesso però la pagina dei plugin dell'editor è tornata utile...
  1. Per prima cosa recuperiamo il pacchetto del plugin da questo indirizzo
  2. Aprire l'archivio scaricato e scompattarne il contenuto nella directory della vostra home in questa posizione
    ~/.gnome2/gedit/plugins/
    come descritto dalla guida di gnome per la scrittura dei plugin
  3. Aprire Gedit e abilitare il plugin: dal menu principale Modifica -> Preferenze si accede alla finestra delle preferenze. Selezionare la scheda Plugin e spuntare Split View 2
  4. Nel menu Visualizza della barra principale compare una nuova voce Toggle Split View
  5. Bene ora avrete la vostra vista "splittata"
Nota: il plugin funziona solo su documenti salvati non vuoti

domenica 28 giugno 2009

Installazione offline di Eclipse ME (Ubuntu)

Nel post precedente avevo annotato dei passi per preparare la piattaforma di sviluppo per Java Micro Edition. Oggi invece mi sono concentrato sull'installazione del plug-in per Eclipse dedicato a Java ME: EclipseME. Non disponendo di una connessione domestica ho dovuto optare per l'installazione manuale.

Nel sito ufficiale di EclipseME è disponibile una guida un pò vecchiotta dell'installazione, anche perché ormai con la ultime versione dell'IDE, almeno da Ganymede in poi è possibile installare il tutto dal sistema integrato di repository di Eclipse. Qui descriverò invece il processo manuale con qualche screen shot visto che le finestre sono leggermente cambiate.

Il pacchetto da scaricare è disponibile su Sourceforge a questo indirizzo. La versione attualmente disponibile è la 1.7.9, il pacchetto per l'installazione offline è eclipseme.feature_1.7.9_site.zip. Una volta scaricato l'archivio compresso e portato a casa, è possibile iniziare l'installazione da Eclipse.

  1. Dal menu Help -> Software Updates... Selezionare la scheda Available Software (punto 1 in figura)
  2. Premere il bottone sulla destra Add Site... (punto 2 in figura)
  3. Adesso aggiungiamo dopo aver premuto il bottone Archive (punto 3 in figura) il file compresso del plug-in
  4. Proseguiamo con l'installazione che segue le classiche procedure di avanti, avanti... etc fino ad arrivare a finish.
Se tutto fila liscio, una nuova voce verrà aggiunta alla lista dei nuovi progetti da poter iniziare.
NOTA: aggiungendo un nuovo progetto di tipo J2ME Midlet Suite viene chiesto di inserire dei device. Se avete letto il post precedente allora il percorso sarà del tipo:
/home/beppe/WTK2.5.2/bin

giovedì 25 giugno 2009

JDK + WTK Wireless ToolKit su Ubuntu

Oggi mi sono messo in testa di riprendere lo sviluppo di JToDoMe, non so se rilascerò il sorgente su Sourceforge, almeno finché non sarà stabile... intanto vi dovrete accontentare della 3.0. Da più di un anno ho abbandonato totalmente Windows per un più stimolante Ubuntu. Penso che Ubuntu sia un'ottima distribuzione anche se il mio cuore rimane della filosofia di Zenwalk e Slackware, una delle pecche della distribuzione della Canonical è che per utilizzi professionali non sempre i pacchetti sono all'altezza delle aspettative, soprattutto per sviluppi in Java.

A volte è meglio avere più controllo delle cose che si installano (morivo per cui ho abbandonato XP e Vista). Ma passiamo all'obiettivo del post: preparare un ambiente di sviluppo per Java ME (OT: tempo fa avevo scritto una piccola guida su questa piattaforma, la trovate qui).

Installare la JDK
Per prima cosa serve una JDK "vanilla", nel senso che voglio quella della SUN! Quindi poche storie e scaricare il pacchetto dal sito della SUN: java.sun.com, ovviamente la versione per GNU\Linux. Nel momento che scrivo è disponibile la jdk 6 update 14.
Spostiamo il file compresso nella cartella /opt, solitamente utilizzata per software statici non gestiti con il package manager della distribuzione, secondo i dettami della FHS. Spostiamoci nella directory in questione. Un'interessante guida di come installare la jdk la trovate qui
sudo mv jdk-6u14-linux-i586.bin /opt/
cd /opt
Eseguiamo lo script di installazione
sudo sh jdk-6u14-linux-i586.bin
una volta completata l'installazione potrete cancellare il file
sudo rm jdk-6u14-linux-i586.bin
Ora abbiamo una JDK tutta pronta per essere usata. Possiamo anche pensare di sfruttare il comando update-alternatives per far puntare i riferimenti di java a questa nuova installazione... ma preferisco lasciare il sistema pulito, tanto potremmo cambiare il riferimento nella nostra IDE di sviluppo.

Installare WTK
Passiamo all'installazione del toolkit di sviluppo per cellulari e smatphone, ovvero il WTK Wireless Toolkit. Come sempre procuriamoci il file di installazione dalla SUN. Attualmente non è disponibile una versione GNU\Linux del Java Platform Micro Edition Software Development Kit quindi dovremmo optare per il chi fa da sè fa per tre (nel bene e nel male!).
Ci portiamo nella directory dove abbiamo depositato il file di installazione. In questo primo esperimento di costruzione dell'ambiente di sviluppo farò tutto sulla mia home anche se i più scaltri intuiranno presto come dividere o meglio condividere le directory tra più utenti. Eseguiamo lo script di installazione
sh sun_java_wireless_toolkit-2.5.2_01-linuxi486.bin.sh
Viene chiesto di accettare la licenza: la risposta è sempre quella... yes!
Dati i passi precedenti lo script non troverà il compilatore che dovremo inserire a mano
No suitable Java interpreter was detected
0) Specify a path to a Java interpreter directory.
1) Cancel this installation.
Select a choice [0-1]: 0
Enter a path to the Java 2 SDK:
il nostro percorso è:
/opt/jdk1.6.0_14/bin
La domanda successiva è la richiesta del percorso del toolkit che nel mio caso è
/home/beppe/WTK2.5.2
In ogni caso lo script dovrebbe venire in aiuto suggerendo il path. Una volta terminata l'installazione vengono stampate a video delle informazioni su come iniziare ad utilizzare il nostro ambiente
Documentation for the Sun Java(TM) Wireless Toolkit
2.5.2 for CLDC is in the file
/home/beppe/WTK2.5.2/index.html
In order to start using the Sun Java(TM) Wireless Toolkit 2.5.2 for CLDC, please run
/home/beppe/WTK2.5.2/bin/ktoolbar
Ecco un immagine del risultato... mica male, adesso è ora di programmare!!! Prossimamente mi dedicherò all'installazione del plug-in EclipseME...

sabato 20 giugno 2009

Appunti di MusicBrainz Picard

In un post di due anni fa, accennavo all'utilizzo di MusicBrainz Picard, un MP3 tagger rilasciato con licenza GPL. In questa pagina wiki si trovano tutte le informazioni relative alla storia del progetto. Attualmente la versione stabile è la 0.11.

L'esperimento di oggi è quello di sistemare la libreria di mp3 con il seguente pattern:
Cartella Artista / Cartella Album / Numero Traccia - Titolo.mp3
Primo passo molto importante, installare il programma :-) o dal sito, o meglio per gli ubuntisti dal repository ufficiale di Ubuntu. L'applicazione richiede diverse librerie essendo pensata per KDE, ma funziona benissimo anche in Gnome.

Azioni preliminari
  1. Dopo l'installazione le operazioni che ho eseguito sono state la configurazione dell'ambiente secondo le mie esigenze. Dal menu Opzioni ho abilitato tutte le checkbox visto che voglio rinominare file mal formattati, spostare i file corretti in un'altra directory, così da capire a che punto sono del lavoro e salvare i tag... ovviamente.
  2. Della dialog delle opzioni accessibile da Opzioni->Opzioni... quello che mi serve è Abilitare il "Rinomina file" e il "Sposta files". Nella prima sezione ho modificato il formato del nome del file visto che la prima istruzione sceglieva tra il primo elemento non nullo tra il nome album e il nome artista. Io invece voglio che la cartella radice sia il nome dell'artista, quindi ho usato la funzione if(test,then,else). Una utile lista di tutte le funzioni disponibili per questi semplici script è qui
  3. E' tempo di aggiungere la cartella contenente i file musicali con il tasto "Aggiungi cartella". I file vengono elencati nel riquadro di sinistra sotto "File non riconosciuti". Picard cerca di leggere i metadata da ogni file, quelli già taggati da MusicBrainz sono invece elencati nel riquadro di destra.
  4. Ora inizia il lavoro sporco. Ci sono diversi approcci al problema che riporto qui sotto
Metodo Fuzzy
E' forse il metodo più facile, adatto ai pigri ma che potrebbe portare a risultati non sempre esatti.
  1. Con il premere il tasto scansione l'applicazione prova ad arraggiarsi utilizzando gli AudioFingerprint dei file: una sorta di identificativo univoco del brano secondo un algoritmo di MusicBrainz. Parte la richiesta di ricerca al server e se si riceve risposta positiva Picard passa il file nel riquadro di destra.
  2. Infine fidandosi dell'applicazione si preme il tatso "Salva" e si incrociano le dite. Se il pc non scoppia abbiamo finito
Metodo Iterativo
A differenza di quello precedente si passano i file ad uno ad uno o a gruppi di file coerenti (es stesso artista)
  1. Dopo aver selezionato i file si preme il pulsante "Cerca"
  2. Una volta finita l'operazione premere il tasto "Frammento", in questo modo Picard cerca di raggruppare i file coerentemente
  3. Dalla tabella di destra controllare che i risultati siano soddisfacenti e applicare le modifiche con il tasto "Salva"

Leggere i risultati dal riquadro di destra
  • Una spunta verde indica che la traccia è salvata e aggiornata
  • Un piccolo rettangolo che va dal colore rosso al verde indica la qualità del risultato
  • Un punto di domanda blu indica che il file non ha riscontri
  • Un triangolo rosso indica che il file ha causato degli errori
  • Un divieto di accesso indica che non ci sono i permessi di scrittura sul file
  • Un nota musicale o nessuna icona indica che quella traccia non è presente nel file system
Note conclusive
L'utilizzo del programma è semplice, il più è passarsi tutti i file ma ne vale sicuramente la pena se si vuole avere una libreria musicale pronta per le funzionalità di visualizzazione copertina, testi e info degli attuali player.

domenica 7 giugno 2009

Modificare PDF con OpenOffice.org 3.0 e Ubuntu

Oggi il geometra mi ha allegato via email una domanda da portare in comune in formato pdf... peccato che abbia sbagliato a trascrivere il mio codice fiscale, "ma è mai possibile" come direbbe Germano. Ovvio che dovevo trovare una soluzione indolore per l'errato testo ricevuto.

PDF Edit
La prima scelta è ricaduta sul repository di Ubuntu: PDF Edit, progetto GPL di origine ceca per la modifica dei pdf. Ne avevo sentito parlare molto bene per cui mi sono lanciato senza pensarci troppo. Ancora nel lontano 2005 su un articolo apparso su Linux.com si leggeva di questo progetto come una killer application.
Unica nota per la buon riuscita del mio piano è stata quella di capire che prima di poter modificare il pdf (che era giustamente in sola lettura) ne ho dovuta fare una copia delinearizzata.
Dal menu Tools -> Delinearize viene chiesto il file target e il file destinazione nel quale salvare la copia. Ho riaperto la copia modificato il testo e salvato.
E' la prima volta che utilizzo questo programma ma sembra essere interessante... vedremo.

NOTA: Se non serve assolutamente a nulla delinearizzare il documento i commenti sono sempre ben accetti.

Sun PDF Import Extension [Beta]
Una soluzione multipiattaforma basata sul sistema di estensioni della suite office OpenOffice.org è Sun PDF Import Extension [Beta], sviluppata direttamente dalla SUN. Attualmente sono arrivati allo sviluppo della versione 0.4 che rimane comunque in stato di beta. Anche dalle note si evince che l'estensione per adesso si è focalizzata sulla modifica del testo. Sarà di interesse delle prossime versioni concentrarsi su altre possibili modifiche dei documenti portabili dell'Adobe.
It is the perfect solution for changing dates, numbers or small portions of text
Questa soluzione è stata ancora più intuitiva della precedente:
  1. Ho scaricato l'estensione
  2. doppio click sul file scaricato e il manager delle estensioni ha riconosciuto subito il file,
  3. Accettato la licenza e via con l'installazione.
  4. Aperto normalmente il file da OpenOffice Writer
  5. Modificato il testo
  6. Dal menu File -> esporta nel formato PDF e avanti e così che no sbalia mai!
Devo dire che anche questa alternativa promette veramente bene.

venerdì 5 giugno 2009

Sono arrivati i Free Ubuntu Stickers

Mittico! Sono giusti giusti arrivati ieri dal gruppo di promozione di Ubuntu. L'iniziativa è sponsorizzata da System76 società americana che vende esclusivamente laptop, desktop e server con Ubuntu pre-installato.

Non posso che ringraziare Andrea Colangelo che ha fatto da interfaccia per la spedizione degli adesivi. Andrea è il manager della comunità BeeSeek, un progetto nato dalle pagine del blog di Simone Brunozzi (l'ubuntista per intenderci) qualche tempo fa. L'idea è quella di scrivere un motore di ricerca libero, open-source con tecnologia p2p. Per saperne di più date un occhio a beesek.org.

Tornando agli adesivi, per chi non utilizza Ubuntu ma altre distribuzioni GNU\linux , aggiungo due link interessanti per chi si voglia cimentare nella stampa casareccia degli stickers: inkscapestuff ha un fornito elenco di adesivi sul tema, basta eseguire questa ricerca per avere dell'ottimo materiale. Inoltre consiglio questo font ricco di loghi, OpenLogos da usare nei vostri documenti.

giovedì 28 maggio 2009

Gweather, esperimenti malriusciti di personalizzazione delle località

Dopo la rigenerante passeggiata serale con consorte, mi sono ritagliato del tempo per giocare con le applet di gnome (giusto il tempo dei Cesaroni che come potrete immaginare non rappresentano il mio passatempo preferito). L'occhio è caduto sulle Condizioni Meteo o meglio gweather-applet-2 che ho prontamente aggiunto al pannello.
Ho sempre pensato che sapere che tempo faccia fuori dalla finestra non sia molto utile, però per provare, ho cercato la mia bene amata Padova e... con sommo sconforto non c'era.
Ottimo, scatta subito l'indole dell'ingegnere medio, quale io sono e che vado a descrivere qui sotto.

Fase 1: L'ingegnere (o scimmia furiosa) spacca la scatola e ne vede il contenuto per carpirne i reconditi segreti
Individuata l'applet inizio a cercare sulla mia macchina i vari riferimenti al pacchetto gweather. L'oggetto della discordia è
/usr/share/libgweather/Location.xml
Un file xml abbastanza pesante (in alcune distribuzioni le dimensioni possonoi raggiungere i 60MB, un file per localizzazione) che mappa tutte le località disponibili per l'applet. Apro il file di definizione dell'xml e il Location.xml in cerca di una città nota, per esempio Venezia. Bene, la struttura è la seguente


Venice
45.438611 12.326667

Tessera Airport
LIPZ
45.500000 12.333333



Ora per Padova le informazioni relative alle coordinate in gradi decimali e al codice ICAO le ho trovate qui
http://www.fallingrain.com/world/IT/0/
http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_airports_by_ICAO_code:_L#LI_-_Italy

Ero a conoscenza dell'aeroporto di Padova "LIPU – Padova Airport (Gino Allegri Airport) – Padua (Padova)" ma non immaginavo di trovare così facilmente le informazioni in siti internazionali... speriamo bene. Ecco la sezione che dovrebbe fare al caso mio:


Padova
45.416111 11.88288

Padova Airport (Gino Allegri Airport)
LIPU
45.350000 11.666777



Per modificare il file gedit mi ha dato grossi problemi di visualizzazione e quindi ho dovuto optare... mi vergogno a scriverlo, openoffice.
Non ho mai avuto la pazienza di imparare vim (e me ne rammarico... seguono le doverose scuse per la vecchia scuola GNU). Ho cercato Venezia nell'xml e ho piazzato il mio bel codice. Ricopiato al suo posto giunge la fatidica ora della prova sperimentale!
Aggiungo al panello l'applet Condizioni Meteo e
"portanna" non funziona... Penso che il problema sia legato al fatto che l'aeroporto di Padova sia usato solo per trasporti locali... sigh. Ma allora perchè le varie desklets e screenlets e varie mi fanno vedere i forecast meteo?
Non domo provo la carta: cambiamo codice, LIPU suona male, perchè non usare lo zip code come succede per weather.com o yahoo. Per Padova il codice zip è ITXX0054. Bene sostituendolo a Location.xml... niente da fare. Cala il sipario alla fase esplosiva e passo alla fase due

Fase 2: L'ingegnere rinsavito si dedica alla fase di analisi documentale (detta anche RTFM!)
Cercando in rete mi rendo conto che il problema è sentito da moltissimi utenti di gnome. Nel sistema launchpad di Ubuntu la maggior parte dei bug relativi all'applet sono relativi a carenze nelle località libgweather. Sempre nel sistema di brainsotrming della Canonical si propongono queste soluzioni: idea #17670. Mentre al quartier generale di Gnome si stanno già muovendo per rivedere l'intera appllet, come potrete vedere qui e qui

Fase 3: La morale della storia
Il monodo open source e in particolare il mondo free software che gira intorno a GNU\linux è un mondo vivo e per lo più trasparente. Tutti si possono sentire parte di una comunità che cresce anche con l'aiuto di chi semplicemente dà dei feedback al codice rilasciato.
Chi gioca con le applicazioni e chi si prende cura di scrivere e riscrivere codice per tutti.